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L'Occidente degli Eroi

International congress, October 25-26 2018. After the re-opening of Sant'Agostino Church, in October Modena will host the internationa congress "L'Occidente degli Eroi. Il Pantheon degli Estensi in Sant’Agostino a Modena (1662-1663) e la cultura barocca” at the Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti prometed by the same institution together with Musei Civici and designed by Sonia Cavicchioli, pofessor at Bologna University

Alla realizzazione del Pantheon degli Estensi (1662-1663) in Sant’Agostino e alla cultura barocca è dedicato il convegno internazionale che si terrà giovedì 25 e venerdì 26 ottobre: “L’Occidente degli Eroi. Il Pantheon degli Estensi in Sant’Agostino a Modena (1662-1663) e la cultura barocca” presso l'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti (Corso Vittorio Emanuele II, 59 Modena).

Il convegno è promosso da: Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti, Musei Civici di Modena, su proposta di Sonia Cavicchioli docente all’Università di Bologna.


La chiesa di origini trecentesche ricca di tesori d’arte da Tomaso da Modena a Begarelli

L’Occidente degli Eroi. Il Pantheon degli Estensi in Sant’Agostino a Modena (1662-1663) e la cultura barocca” è il titolo del convegno internazionale che si svolgerà giovedì 25 e venerdì 26 ottobre all'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, che ne è promotrice insieme ai Musei civici, su proposta di Sonia Cavicchioli, docente all’Università di Bologna – Dipartimento delle Arti.

La fine dei lavori a Sant’Agostino è anche l’occasione per fare il punto su un monumento di grande importanza artistica e culturale con la partecipazione dei massimi esperti di scultura e pittura testimoniate nel pantheon estense. L'edificio monastico a navata unica di origini trecentesche, che tra le altre ospita opere di Tomaso da Modena, Antonio Begarelli, Francesco Stringa, Lattanzio Maschio, Olivier Dauphin e Adeodato Malatesta, deve il suo aspetto attuale agli interventi risalenti alla seconda metà del secolo XVII. Nel 1659 la chiesa ospitò il grandioso apparato funebre allestito per le esequie di Francesco I - quando fu interamente addobbata a lutto, all’interno e all’esterno, con legno e stucco, che ne trasfigurarono provvisoriamente la “vera” architettura. Negli anni successivi i Duchi trasformarono la chiesa in pantheon estense, rendendo stabile l'apparato effimero barocco attraverso il coinvolgimento di maestranze diverse coordinate dall'architetto bolognese Giovanni Giacomo Monti.

Nel convegno internazionale di ottobre si farà, inoltre, il punto sulla forma assunta dai funerali dei principi a Modena e nelle corti con cui gli Estensi si confrontano nel Seicento, e sugli elaborati programmi iconografici, specchio del gusto erudito che i duchi condividono con le corti e l’aristocrazia d’Europa. Non mancherà un approfondimento sulla delicata situazione politica in cui il Ducato si trova in quegli anni, che permetterà di mettere a fuoco anche i protagonisti umani della storia: la giovane, tenace, duchessa Laura, alla guida di uno stato in cui è sostanzialmente straniera, i consiglieri influenti, i padri gesuiti Gamberti e Garimberti e, sullo sfondo, lo zio della duchessa, il potentissimo cardinale Giulio Mazarino, plenipotenziario del re di Francia Luigi XIV.

 

Gli interventi nella chiesa, di proprietà comunale, sono iniziati nel luglio del 2017 con un finanziamento della Regione Emilia-Romagna per il ripristino post sisma; un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha permesso l’estensione dell’opera di restauro e il consolidamento del soffitto e dell’apparato scultoreo decorativo, oltre al rifacimento dell’impianto di riscaldamento.

Per gli interventi nel sottotetto, caratterizzato da una struttura a cassettoni con centinaia di pendini in legno inchiodati alle travi, inoltre, è stata necessaria una perizia supplettiva per realizzare una struttura metallica a rinforzo del timpano di facciata e dell’arco trionfale che porterà a un sostanziale miglioramento della qualità dell’opera. Questa parte dei lavori finirà nelle prossime settimane senza impedire l’utilizzo della chiesa al sabato e alla domenica.

Nel mese di settembre la chiesa sarà aperta al sabato e alla domenica tra le 9 e le 18, con possibilità di visite guidate; in occasione del Festivalfilosofia, venerdì 14 e sabato 15 settembre, la facciata sarà illuminata riproducendo l’apparato decorativo barocco.