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"Il rapimento della Secchia" di Bedini in prestito a Bologna

L'opera di Giovanni Paolo Bedini raffigurante "Il rapimento della Secchia" dei Musei Civici di Modena ha preso parte alla prima retrospettiva dedicata al pittore allestita a Bologna a Palazzo d'Accursio dal 2 dicembre 2018 al 3 febbraio 2019

 "Giovanni Paolo Bedini 1844-1924" è il titolo della grande esposizione monografica dedicata al pittore nella sua città natale, che accoglie circa cinquanta opere di provenienza sia pubblica che privata affiancate dai dipinti dei maestri contemporanei a lui vicini.

L'esposizione è promossa da Bologna per le Arti, associazione culturale da anni impegnata nel percorso di riscoperta e valorizzazione della pittura bolognese tra Ottocento e Novecento.

L'opera dei Musei Civici è un acquerello su carta del 1908 circa con protagonista il furto di una "vil secchia di legno" nel poema di Alessandro Tassoni, il casus burlesco all'origine dei conflitti e inimicizie municipali tra modenesi e bolognesi ai tempi di Federico II di Svezia, Re Enzo e Ezzelino III da Romano. Paolo Bedini esegue un acquerello che rappresenta il manipolo dei modenesi nella concitazione dell'epica impresa al pozzo presso Porta S. Felice.

Il foglio fu esposto alla "Mostra tassoniana" organizzata a Modena nel 1908 nella Galleria Poletti e si legava alle numerose iniziative coordinate nella Festa Mutino-Bononiense della Fossalta per celebrare la pubblicazione presso Formiggini della prestigiosa Miscellanea Tassoniana di studi di filologia e storia sull'opera di Tassoni.

L'opera di Bedini è stata esposta nel 2015 alla mostra "Alessandro Tassoni. Spirito bisquadro" organizzata dai Musei Civici in occasione del 450° dalla nascita del poeta modenese.

 

Giovanni Paolo Bedini si forma all'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si distingue per la sua versatilità aggiudicandosi premi in Architettura, Decorazione e Figura, Prospettiva, Pittura. I suoi esordi risalgono al 1867, quando partecipa ad alcune importanti mostre a Torino, Genova, Firenze e Milano.

Ben presto abbandona la pittura di tema storico per dedicarsi alla rappresentazione della quotidianità spensierata: le opere si popolano di figiure piene di vita, dai colori gioiosi e modellate con cura, spesso ambientate nei secoli passati, con una predilezione per il XVIII secolo.

Lavoratore instancabile, realizza moltissime opere tra olii, acquerelli che trovano largo mercato sia in Italia che all'estero.

 

La mostra è aperta al pubblico fino al 3 febbraio e si può visitare gratuitamente martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle 10 alle 18.30 e venerdì dalle 15 alle 18.30 (lunedì chiuso).

 

Didascalia:
Giovanni Paolo Bedini, Il rapimento della secchia, 1908 circa
acquerello su carta
Modena, Museo Civico d'Arte