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Museo Civico Archeologico Etnologico
Museo Civico d'Arte

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Riflettori accesi sul Museo

I Musei Civici lanciano una campagna social per mantenere viva la connessione con il pubblico anche a porte chiuse e luci spente

Sui profili Facebook e Instagram dei Musei Civici di Modena le sale si riaccendono  il tempo di un racconto. La campagna Riflettori accesi sulle sale spente è un modo per accendere la curiosità dei visitatori da casa su oggetti delle raccolte dal carattere insolito, su opere o reperti poco presenti nelle precedenti campagne di comunicazione. Una scelta in continuità con l’offerta programmata per il mese di novembre, le visite guidate “Tra cose strane e bizzarre” nelle sale del museo che si sono interrotte con la chiusura del 3 novembre scorso a causa dell’emergenza sanitaria.

Il museo decide di illuminare, nelle sale chiuse al pubblico, particolari delle collezioni di arte, artigianato, archeologia e etnologia, fotografando gli oggetti al buio con una singola fonte di luce creando un effetto a “occhio di bue”, con un risultato più che teatrale, intimo. Un’occasione per spostare lo sguardo verso ciò che è meno noto conoscendo meglio gli oggetti via via illuminati, con descrizioni che, aggiunte ai post, raccontano la storia e la natura dell'opera con un pizzico di umorismo.

Come per l’igrometro ottocentesco presente tra le raccolte degli strumenti scientifici del museo, composto di una tavoletta in legno su cui è fissata la sagoma stampata di una monaca il cui braccio mobile si sposta ad indicare il bello o il brutto tempo, grazie al collegamento ad un budello ritorto contenuto in un tubicino che si dilata o restringe a seconda dell’umidità. Dall'aria preoccupata, con gli occhi rivolti al cielo, la religiosa sembra pensierosa, forse sta riflettendo sulle Sacre Scritture che regge nella mano sinistra, o magari prova nostalgia per il mondo esterno, o forse è solo preoccupata per un imminente acquazzone!

Curioso è anche il diploma di laurea ottenuto nel 1753 da un neo-laureato modenese rilegato, trascritto a mano su carta e firmato dal notaio Joseph Cajetanus Benzi, sul quale venne posto ad autenticazione un grande sigillo in ceralacca. Si tratta dell’autorevole sigillo della Comunità di Modena, realizzato nel 1484 su commissione del Comune di Modena, e raffigurante San Geminiano a cavallo nell’atto di benedire la Comunità. Tuttora la figura autorevole del santo patrono a cavallo è contenuta nello stemma dell’università Unimore.

E ancora minuscoli flauti seicenteschi, uno straordinario accendino in vetro, il leprotto graffito su una ciotola del Cinquecento, ma anche reperti archeologici con raffigurazioni di divinità e animali, e antichi tessuti della collezione Gandini.

#RilfettoriAccesi #SaleSpente